Armin Greder, L’eredità

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Il potente e famoso imprenditore è in punto di morte. Al suo capezzale ci sono tutti. Dai politici ai prelati. Le sue ultime parole sono rivolte ai tre figli maschi: un’unica richiesta, far prosperare tutto quello che lui ha costruito nell’arco di una vita. Dopo i sontuosi funerali di stato, i giorni di lutto nazionale,…

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Descrizione

Il potente e famoso imprenditore è in punto di morte. Al suo capezzale ci sono tutti. Dai politici ai prelati. Le sue ultime parole sono rivolte ai tre figli maschi: un’unica richiesta, far prosperare tutto quello che lui ha costruito nell’arco di una vita. Dopo i sontuosi funerali di stato, i giorni di lutto nazionale, i tre fratelli si riuniscono per dar seguito alla promessa fatta al padre nei confronti della società di cui ora sono padroni: un piano di espansione, un programma di modernizzazione e progresso, qualche espediente fiscale. All’eredità però concorre anche una quarta persona, l’unica figlia femmina, da sempre considerata strana, che invece di stare a casa a godersi il benessere, ha preferito viaggiare e vedere il mondo. La sua idea è diversa: ripensarci, prendere una strada più attenta a ciò che ci circonda e farlo per dare un futuro migliore ai propri figli. Un’idea che suona alle orecchie dei fratelli come una bestemmia, e un vero e proprio tradimento. Tra gli eredi, e sulle pagine, scende il silenzio, ma la potenza delle sole immagini è ben più di un monito, è un drammatico e ultimativo grido d’allarme che ci riguarda tutti.

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«Cementiamo la terra per le nostre automobili e i loro gas ci fanno ammalare. Sporchiamo il mare e le spiagge con la plastica, i nostri pescherecci svuotano l’oceano dai pesci. Bruciamo la foresta per fare spazio al nostro bestiame o per piantare palme da olio fino all’orizzonte. Le nostre miniere lasciano cicatrici nella terra, e con i nostri pozzi petroliferi stiamo distruggendo il pianeta.
I fiumi scorrono neri con i rifiuti delle nostre fabbriche e le nostre acciaierie eclissano il sole con il loro fumo.»
Armin Greder, L’eredità

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Armin Greder

Armin Greder è nato nel 1942 in Svizzera. Ammiratore di artisti come Goya, Käthe Kollwitz, Honoré Daumier e, sul piano della scrittura, Johann Wolfgang Goethe (per il modo in cui gioca con la lingua), Eduardo Galeano (per il modo in cui riesce a correggere la storia) e Nicolas Bouvier (per i suoi viaggi e per il modo in cui riesce a scriverne). Critica la monocultura sia in agricoltura che nella società, teme il patriottismo estremo e preferisce i rapporti umani agli animali domestici.

Non fuma, ama le verdure e il vino bianco.

Emigrato in Australia nel 1971, Greder è stato insegnante di Design e Illustrazione presso il Queensland College of Art. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Bologna Ragazzi Award e l’IBBY Honour List con “The Great Bear” di Libby Gleeson. Ha collaborato con Gleeson in diverse opere e ha scritto e illustrato “L’isola” (opera tradotta in molte lingue e premiata a livello internazionale). Altre sue pubblicazioni includono “La città”, “Gli stranieri”, “Italia A/Z”.

Greder ha al proprio attivo mostre personali e collettive in diversi paesi.