Il redazionale degli Asinelli

Gennaio

Gennaio, ispirato a Giano, la divinità romana bifronte, segna un tempo di transizione. È ora di osseervare il passato e riflettere su un futuro, con o senza progettare. Quando, se non ora, immergersi in letture che ispirano introspezione e rinnovamento?

Libri consigliati:

  • «Il giorno della civetta» di Leonardo Sciascia, un’opera che, mettendo al centro il grande tema della giustizia umana -e dunque fallibile- invita a sfogliare i diversi livelli di una complessa società.
  • «La montagna incantata» di Thomas Mann, per riflettere sulle lezioni che possiamo apprendere dalla fragilità umana e dalla malattia, temi che invitano a una profonda riflessione sulla vita, la morte e il tempo.

Febbraio

Febbraio, sotto l’influenza di Februus, divinità romana della purificazione, ci invita a un doppio viaggio: esterno, con le festività carnevalesche che rompono la monotonia invernale, e interno, verso una riflessione più profonda in attesa del rinnovo primaverile.

Questo mese, caratterizzato da contrasti tra il festoso Carnevale e il silenzio contemplativo delle ceneri, è un palcoscenico perfetto per esplorare temi di trasformazione e introspezione: una pausa da sé per riconnettersi con se stessi, tra il calore e fantasia della solitudine, o della compagnia.

A ciascuno il suo!

Libri consigliati:

  • «Le metamorfosi» di Ovidio: un’incredibile raccolta che esplora il tema del cambiamento e della trasformazione. Ovidio indaga le complessità dell’esistenza e il potere del cambiamento, sia fisico che spirituale.
  • «Il nostro bisogno di consolazione» di Stig Dagerman: una impietosa ricognizione dell’essere umano, attraverso un bisogno compulsivo: una consolazione che non è mai espiazione. Dello stesso autore, “Ho remato per un Lord”.1

Marzo

Marzo, il mese della rinascita, protegge le messi (e i popoli)  grazie alle manifestazioni di Flora-Primavera. Nelle tradizioni mitteleuropee, Eostre2  rappresenta il risveglio della terra. Dopo l’anima bifronte di Giano e la purificazione (februus) la ciclicità del tempo si afferma sotto l’egida di Persefone, di Cerere. La terra, che nell’inverno protegge i semi dal gelo, li incoraggia attraverso la nuova luce di Aurora

Leggete tutto, anche le etichette dell’acqua minerale: a testa in giù o, viceversa, pacifici e recalcitranti, tuffate voi stessi nelle letture di lingue che non parlate.

Libri consigliati:

Così è, se vi pare.  

Note

  1. Stig Dagermann, «Ho remato per un Lord». In libreria (al momento) abbiamo una copia di questo meraviglioso, breve, testo di Dagermann, anche nella splendida versione illustrata pubblicata da ELSE Edizioni. Copie a tiratura limitata, numerate e firmate dall’illustratore, Davide Reviati. ↩︎
  2. Ēostre, nota anche come Ēastre nel contesto dell’antico inglese e Ôstara in quello del germanico antico, è simbolo del rinnovamento primaverile, della fertilità — parallela a Živa nella mitologia slava — ed è associata, per prolificità, alla lepre. L’equinozio di primavera, a partire da questa entità divina, fu originariamente denominato -nelle culture germaniche- “Eostur-Monath”. ll termine si è poi evoluto in “Ostara”. Successivamente, secondo quanto suggerisce Jacob Grimm, nella sua opera del 1835 “Deutsche Mythologie”, questo culto sarebbe poi stato correlato alla festività della Pasqua (“Oster” in tedesco e “Easter” in anglosassone).
    Suggestiva, anche se meno documentata, l’ipotesi che il nome di Ēostre possa avere radici ancor più antiche, forse risalenti alla mitologia babilonese attraverso la figura di Ištar (o Ishtar), dea dell’amore, della fertilità, dell’erotismo e della guerra.
    La figura di Ishtar sintetizza aspetti di vita e distruzione ed è una diretta discendente dell’omologa figura sumera di Inanna. Aveva un ruolo centrale nei culti di antiche città come Uruk, Assur, Babilonia e Ninive. Ištar era venerata per la sua dualità, essendo al contempo fonte di generosità e vita (amore, pietà, vegetazione, maternità) e di terrore (guerra e tempeste), dualità che rispecchia la complessa natura del rinnovamento e della trasformazione che caratterizzano la stagione primaverile, a cui è associata.
    La possibile connessione etimologica aggiunge un ulteriore strato di significato alla comprensione di Ēostre/Ostara, collegandola a un retaggio mitologico e culturale di vasta portata e profondità. ↩︎